sei righe

pulizie

Ogni tanto si deve far qualcosa per pulirsi la coscienza anche se non si sente di averla sporca. Quasi nessuno in effetti sente di avere la coscienza sporca altrimenti ci sarebbero un sacco di persone che fanno delle cose per pulirla e tutti gli altri capirebbero che quella pulizia serve proprio per pulire la coscienza. Oggi ho pulito il mio pc. Ora non c’è nemmeno un grammo di polvere né sopra la tastiera né sullo schermo.

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oggi

Oggi mi hanno portato a farmi visitare all’amministrazione provinciale e le opinioni si sono divise. Hanno discusso e hanno deciso che non sono pazzo. Ma hanno deciso così perché mi trattenevo con tutte le mie forze per non tradirmi. Non ho detto nulla del mio pensiero perché ho paura del manicomio, ho paura che là possano impedirmi di eseguire il mio pazzo disegno.
Lev Tolstoj, Memorie di un pazzo, SE, 2006

Eugenio Montale

Milano, clinica San Pio X, sabato 12 settembre 1981. Muore di vecchiaia alle nove e mezzo della sera. E’ ritornato quel che era, fumo. E’ vissuto al cinque per cento nella volubile nuvola dei Brissago. Ha atteso una lei nel freddo e nella nebbia di una stazione. Ha passeggiato tossicchiando, comprando giornali innominabili, fumando Giuba poi soppresse dal ministro dei tabacchi, balordo!
Eugenio Baroncelli, Mosche d’inverno, 271 morti in due o tre prose, Sellerio, 2010

l’altro giorno

L’altro giorno guardavo una tv locale sperando di vedere una cartomante all’opera che era da tanto tempo che non ne vedevo una. La tv locale non ha mandato in onda nessuna cartomante e allora ho cambiato canale varie volte in attesa di vederne una. Dopo aver passato tre ore inutilmente davanti alla televisione ho deciso di spegnere e sono andato nello studio di una cartomante non lontano da casa mia. Era chiuso.

tutti

Tutti i giorni in autobus per andare al lavoro, tutti che mi fissano con lo stesso sguardo, tutti che sembrano pensare che li fisso con lo stesso sguardo. Tutti i giorni sull’autobus per tornare a casa dopo il lavoro, tutti che mi fissano con lo stesso sguardo, tutti che sembrano pensare che li fisso con lo stesso sguardo. Era meglio quando andavo al lavoro in bicicletta.

allontanarsi dalla linea gialla

L’altro giorno pensavo che sarebbe un gran bel lavoro fare l’annunciatore alla stazione. Penso che proverei una certa soddisfazione nel ripetere migliaia di volte al giorno, treno in transito al binario quattro, allontanarsi dalla linea linea gialla. Ma ho pensato che la cosa che in assoluto mi piacerebbe di più sarebbe poter urlare, è severamente vietato attraversare i binari, senza aggiungere altro sui sottopassaggi.

un detto

Un detto che fa così, a proposito di un nobiluomo che prima non crede in Dio e poi incontra una donna e diventa credente come lei e scrive il suo capolavoro dei Promessi Sposi, che tira più un pelo di quella cosa là che un carro di buoi, come dice un famoso adagio contadino. Io avevo fatto all’incontrario di lui perché prima credevo in tutto e poi non credevo neanche alla mia ombra.
Daniele Benati, Cani dell’inferno, Feltrinelli, 2004

a Firenze

A Firenze a volte mi sembra di essere a Roma. Ieri stava per piovere che poi non ha nemmno piovuto ma ha nevicato e proprio prima che iniziasse a nevicare c’erano moltissimi bengalese che vendevano ombrelle, anche a Firenze i bengalesi sanno quando sta per iniziare a piovere, e a Firenze come a Roma questi bengalesi sono proprio bravi nelle previsioni del tempo.

una spinta

Una spinta e via, pensavo, nel fiume, insieme a tutti quei pesci che vedeva solo lui. Se l’avessi fatto pensavo, ora non sarei qui a pentirmi di non averlo fatto, al massimo mi pentirei di averlo fatto e tutto assumerebbe una sfumatura diversa e non avrei di certo avuto il tempo, nel mio pentimento per aver fatto quello che in realtà non avevo fatto, di pensare a Valter a mio padre eccetera.
Vitaliano Trevisan, Un mondo meraviglioso, Einaudi, 2002

io non voglio

Io non voglio nient’altro che lo stato in cui mi trovo, che conduce direttamente fuori dal mondo, pensavo, cosa che però realmente non osavo dire a me stesso, trasferirsi, fuori, io gioco con questo stato e gioco con questo stato per tutto il tempo che voglio. Per tutto il tempo che voglio, mi dissi ora a mezza voce e poi rimasi in ascolto, ma non sentii nulla.
Thomas Bernhard, Cemento, SE, 2004